Adidas Superstar Rosse

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L’idea di una squadra unica a Milano è sopravvissuta fino ai giorni nostri, rimanendo radicata come malvagio adidas superstar rosse “spettro” nel tessuto del tifo cittadino, A riprova di ciò, non serve neanche andare troppo indietro nel tempo: nel 2007 perfino la Nike mise in piedi una campagna pubblicitaria, basata sul fantomatico Madunina United, per celebrare i freschi successi di due suoi alfieri, Gattuso e Materazzi, meneghini d’adozione, Per quell’occasione, l’azienda dello swoosh ideò una casacca non troppo originale, che però prendeva a piene mani dalla città ricorrendo ai due colori comunali, il bianco e il rosso..

Lo stemma milanese è infatti composto da uno scudo bianco attraversato da una croce rossa, Una soluzione che già nel ’28 venne scelta dalla già citata Ambrosiana per la sua nuova maglia, e a sua volta ripresa nel 2008 dall’Inter per marchiare la casacca del centenario nerazzurro, Lo scudo crociato è invece stato lo storico stemma del Milan ai suoi albori, tuttora presente nel moderno logo societario, e rispolverato nella sua antica forma nel 1999 adidas superstar rosse per la muta celebrativa del primo secolo rossonero..

In definitiva, un segno grafico che accomuna le due maggiori realtà calcistiche della città, e sotto cui entrambe possono sentirsi pienamente rappresentate, Fu proprio l’uniforme crociata quella scelta dalla selezione mista che, il 13 ottobre del 1965, affrontò il Chelsea; una divisa intrinsecamente milanese, semplice ma non per questo d’impatto, che riesce a emergere per stile ed efficacia – nonostante la maglia crociata non sia certo una novità nel adidas superstar rosse panorama calcistico, Una casacca indossata da gente come Angelillo, Corso, Guarneri, Jair, Peirò, Picchi, Schnellinger, Suarez e Trapattoni, allenati dal tandem Herrera-Liedholm… assenti, invece, Mazzola e Rivera: per loro, evidentemente, era nel destino il non dover mai giocare assieme, a San Siro come all’Azteca..

Pur se mantiene di base una simile semplicità, più studiata appare l’uniforme con cui il MilanInter affrontò l’Austria Vienna il 27 novembre del 1949; sembrano passati millenni da quella partita, celebrativa del 50° compleanno dei Diavoli, che invitarono i giocatori del Biscione a unirsi a loro per festeggiare assieme l’anniversario. Stavolta ci troviamo di fronte a un’invenzione che sembra trarre ispirazione direttamente dalla sponda blucerchiata di Genova, una candida divisa bianca dove la monotonia scompare grazie a una spruzzata di colore, racchiusa nella fascia rossonerazzurra che attraversa il busto di Nordahl e Nyers.

Proprio quella che sembrava la cosa più difficile da realizzare, ovvero unire i colori sociali di due fazioni tanto diverse tra loro, viene invece risolta smontando a priori le anime rossonere e nerazzurre per fonderle in qualcosa di nuovo, Una maglia biancocerchiata che racchiude in se Milano, l’Inter, il Milan e l’orgoglio di essere, anche solo adidas superstar rosse per una partita, “noi”, Nessun’altra casacca è rimasta così emblematica; l’unica che, forse, ha davvero rappresentato i Rossonerazzurri..

Meno riuscite – e soprattutto, meno affascinanti – appaiono invece le mute scelte per il canto del cigno della Milano unificata, vestite nei primi anni ottanta. Dopo il terremoto dell’Irpinia, venne rispolverato il Milano United per raccogliere fondi a scopo benefico, organizzando un’amichevole col Bayern Monaco di Rummenigge. Tuttavia, sul versante stilistico, Baresi e Oriali furono decisamente sfortunati, poiché toccò loro in sorte una divisa abbastanza piatta cromaticamente, che non mostrava guizzi di sorta e che – forse per evitare polemiche, in un periodo in cui questo genere d’iniziative iniziava a fare il suo tempo – si limitava a riproporre le tinte della nazionale italiana.

Puma (all’epoca fornitore del club interista) approntò delle semplici magliette azzurre con bordature bianche, con lo stemma comunale come unico vezzo, circoscritto all’interno di un bollo bianco: decisamente, niente di memorabile, L’ultima apparizione della rappresentativa meneghina si ebbe nel 1982, quando Altobelli, Bagni, Novellino e Tassotti adidas superstar rosse fecero da sparring partner al Perù di Uribe e alla Polonia di Boniek, impegnate nella preparazione ai mondiali spagnoli; incontri di cui rimane traccia solo in qualche breve trafiletto di cronaca sportiva, visto il loro interesse ormai rasente lo zero..

Furono gli ultimi di una serie di 23 (ventitre!) incontri amichevoli, in cui le varie anime del tifo cittadino misero da parte il campanilismo per riunirsi unicamente sotto il nome di Milano, Da allora, molto è cambiato: la città, il calcio e, soprattutto, gli stessi tifosi, Dopo un secolo di storia, nerazzurri e rossoneri hanno ormai maturato dei caratteri troppo profondi e identitari per pensare di poterli cancellare, Più del business e del marketing, di valutazioni tra costi e ricavi, o tra rischi e opportunità, quella palla che rotola adidas superstar rosse su un manto verde rimarrà sempre, fondamentalmente, una questione di passione, L’unica cosa che non si potrà mai comprare..



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